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<title>S. Vaccara- Italiano</title>
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Una firma per rimanere Safe<br>
di Stefano Vaccara<br>
America Oggi/Oggi7<br>
<br>
L'otto settembre, al Dipartimento di Stato di Washington, si terra'
un'audizione pubblica che influenzera' la prossima decisione sul
rinnovo o meno del "Memorandum of Understanding" (MOU) con l'Italia,
cioe' quell'accordo che da cinque anni protegge il patrimonio culturale
italiano di opere dell'antichita' dai traffici illeciti che si svolgono
tra le due sponde dell'Oceano. Infatti questo accordo bilaterale
Usa-Italia, effettivo dal 2001, scadra' all'inizio del prossimo anno.<br>
Non ci dovrebbero essere problemi per la
continuazione di una intesa diplomatica che ha reso molto piu'
difficile i profitti illeciti dei cosidetti "tombaroli", coloro che
dopo aver scavato di nascosto nelle migliaia di siti archeologici
italiani, vendono i tesori trafugati a vari intermediari che conoscono
i canali adatti, quelli che portano questi reperti dell'antichita'
anche nei piu' famosi musei del mondo. Fino a qualche anno fa era
proprio quello statunitense il mercato piu' proficuo per questo
commercio illegale, ma grazie al MOU, ora e' diventato molto piu' arduo
far entrare queste opere negli Stati Uniti senza la necessaria
dotazione di documenti che ne attestino la lecita provenienza.<br>
"Ci appelliamo a tutti, particolarmente agli
italoamericani, per far continuare questo importantissimo accordo tra
gli Usa e l'Italia". A parlare cosi' e' Cindy Ho, presidente di SAFE
(Saving Antiquities for Everyone, www.savingantiquities.org )
organizzazione no-profit da lei fondata, e che testimoniera' con altri
quattro esponenti di SAFE al Dipartimento di Stato in favore del MOU.
Ho, cinese nata ad Hong Kong, vive e lavora negli Stati Uniti dal 1972
nel campo della pubblicita'. E' venuta a trovarci al giornale per
spiegare meglio una bataglia che lei spera possa coinvolgere anche la
nostra communita'.<br>
<span style="font-weight: bold;">Signora Ho, come
le e' venuta in mente l'idea di SAFE?<span style="font-weight: bold;"><br>
"</span></span>"E' stato nel 2003, il giorno dopo
il saccheggio del museo di Baghdad. E' stata una cosa orribile, che mi
ha sconvolto. Quando un popolo perde anche le sua eredita' storica
cessa di esistere. Volevo fare subito qualcosa, ma non sapevo cosa, Io
non sono un'esperta di arte, non sono un'archeologa, non lavoro in un
museo o in una universita', sono solo una professionista di grafica
pubblicitaria. Volevo andare a Bagdad, ma cosa avrei potuto fare li?
Cosi mio marito mi ha suggerito di usare la mia professione, dagli
Stati Uniti sarei stata molto piu' utile. Allora ho fondato SAFE subito
con un sito di web e poi sparso la voce. Ecco, questo e' il compito
principale di SAFE, fare conoscere all'opinione pubblica il problema
del commercio illegale di opere d'arte dell'antichita'. SAFE riesce ora
a coinvolgere nelle sue iniziative degli esperti in materia, ma anche
tanti normali cittadini, tra gli attivisti abbiamo infatti anche
teenager come ottantantenni, tutte persone sensibili alla questione e
tutte pronte a dare un contributo attivo."<br>
<span style="font-weight: bold;">E quando la sua
organizzazione ha deciso di occuparsi del caso Italia?</span><br>
"Lo scorso gennaio ho testimoniato al Dipartimento
di Stato per un caso che riguardava la Cina, si discuteva la
possibilita' di estendere un accordo simile a quello con l'Italia. Tra
le voci di corridoio, sentii che si sarebbe dibattuto presto il rinnovo
italiano e che l'accordo rischiava".<br>
<span style="font-weight: bold;">Ma chi non vuole
il proseguimento di una intesa che limita efficacemente il traffico
illegale di opere d'arte dell'antichita' tra l'Italia e gli Usa?<br>
</span>"Sono in molti, oltre a certi musei come il
Met o il Fine Arts di Boston, c'e' pure l'organizzazione che raggruppa
i commercianti di monete antiche, il collezionismo e' un mercato
floridissimo. Questi dicono: ci sono tante monete gia' nei musei
italiani, lasciateci svolgere in pace il nostro commercio, altrimenti
rimarrebbero sotto terra... Ma e' proprio questo che dobbiamo impedire.
Chi saccheggia siti archeologici con scavi non autorizzati per cercare
monete, non solo commette un reato contro la legge italiana, distrugge
l'integrita' della memoria storica che ogni sito preserva. Dove passano
loro, vienne compromessa l'eredita' storica di un popolo".<br>
<span style="font-weight: bold;">Ma c'e' chi
sostiene, sopratutto tra i commercianti d'arte, che tra la possibilita'
di opere d'arte che rimangono sotto terra per chissa' quanto ancora, e
l'acquisto di un museo straniero dove poi possono essere restaurate e
amirate, la seconda soluzione non e' da condannare. Hanno sempre torto?<br>
</span>"Si, assolutamente, meglio che restino
ancora sotto terra che lontane migliaia di miglia da dove dovrebbero
essere. Ogni paese ha i suoi tempi, e comunque nel caso italiano, c'e'
una avanzatissima sensibilita' nei confronti del proprio patrimonio
culturale. Se poi proprio si vuole far qualcosa, allora un museo o una
istituzione straniera potrebbe aiutare a compiere certi scavi. Ma il
sito archeologico deve essere preservato nella sua integrita', cosa che
non puo' avvenire quando li' passano coloro interessati solo ai
profitti. L'accordo del MOU poi prevede che le istituzioni italiani
agevoleranno il viaggio delle opere d'arte italiane per essere ammirate
anche nei musei amercani. Non bisogna certo per forza possederle per
poterle fare ammirare anche qui, non crede?"<br>
<span style="font-weight: bold;">Il commercio
illegale di arte antica, porta vantaggio anche ad altri tipi di
crimine, vero?<br>
</span>"Certo, come ai coommercianti di droga e i
terroristi internazionali, che si servono di questo commercio per
finanziare le loro attivita' principali. Il terrorista dell'11
settembre Mohammed Atta lo fece, per esempio. Questo sara' il tema
della relazione che Charles Sabba, un membro di SAFE, leggera' davanti
alla commissione a Washington".<br>
<span style="font-weight: bold;">Per la
testimonianza dell'8 settembre al Dipartimento di Stato, SAFE ha
lanciato nelle settimane scorse una iniziativa: "Say Yes to Italy</span>".
<span style="font-weight: bold;">Avete raccolto delle firme di semplici
cittadini in favore del rinnovo MOU, e basta andare nel vostro sito
internet (www.savingantiquities.org) per poter ancora appoggiare la
vostra iniziativa. Quante firme avete?<br>
"</span>Quasi mille, non sono poche ma ne
vorremmo di piu'. Anche perche' abbiamo saputo che il gruppo dei
commerciati di monete si presentera' con un pacchettto di fax arrivati
in appoggio alla loro iniziativa contrario all'accordo. Ma mentre le
nostre firme sono raccolte tra comuni cittadini che alla domanda su
cosa pensano dell'accordo bilaterale Usa-Italia, al 90% firmano
convinti, l'appoggio ricevuto dalla lobby dei commercianti arriva
da persone che hanno interessi economici affinche'
cessino certi controlli americani alle importazioni dall'Italia".<br>
<span style="font-weight: bold;">Sul vostro sito
si trovano anche informazioni su tour che effettuate nei musei. Di cosa
si tratta?<br>
</span>"Si, organizziamo visite guidate in
diversi musei di informazione e approfondimento sulla proveninenza
degli oggetti esposti. Spieghiamo sul posto cosa c'e' dietro un'opera
d'arte o un reperto. Al Met ne faremo in ottobre."<br>
<span style="font-weight: bold;">E le autorita'
italiane? Vi conoscono? Avete chiesto aiuto o appoggi per la vostra
iniziativa?<br>
</span>"Nell'aprile scorso sono stata
all'Ambasciata di Washington, e ho incontrato l'allora incaricato agli
affari culturali, Roberto Natali. Lui era gia' in partenza per
Barcellona. Sono entrata in contatto allora con il successore, la
dottoressa Silvia Limoncini, che ni disse di inviarle le nostre
domande. L'ho fatto, ma finora non mi ha risposto, forse sara' stata
molto impegnata. Abbiamo pero' saputo che l'Ambasciata inviera' un suo
rappresentante l'8 settembre ad assistere alle testimonianze al
Dipartimento di Stato. Speriamo bene. Abbiamo bisogno dell'aiuto di
tutti, anche dei vostri lettori che possono ancora firmare on line
affinche' questo importantissimo accordo tra Usa e l'Italia continui a
preservare l'integrita' dell'eredita' storica e culturale degli
italiani".<br>
<br>
www.americaoggi.info<br>
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</span> <span style="font-weight: bold;"> <br>
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